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MONTESPADA
 COME E’ NATA L’AVVENTURA

UN FINE SETTIMANA D’AGOSTO …

quando i bambini erano in montagna per una breve vacanza, ed ero a casa senza fare niente, mi sento al telefono con alcuni amici di Cagliari che mi invitano a trascorrere qualche giorno al mare, a Villasimius in Sardegna, detto fatto prendo il primo volo ed arrivo a Cagliari.
Qualche tempo prima avevo  acquisito un’altra azienda Viticola, sul Monte Spada a Sona Verona, da qui il nome.

VIAGGIO

Dopo un “bel” viaggio in auto, attraversando la Sardegna dal Sud al Nord, in paesaggi inconsueti e selvaggi, arrivo in azienda, e rimango a dir poco affascinato dal territorio ed dall’azienda stessa, nonchè dall’uva che in quel periodo vicino alla maturazione presentava una qualità superlativa, a  cui non ero certamente abituato dalle nostre Vigne del Nord.

INTERESSE

Ero particolarmente interessato all’agricoltura e in particolare alla viticoltura, così parlando del più e del meno, salta fuori che un loro amico ha un’azienda vitivinicola di Vermentino al nord della Sardegna, in Gallura.
Incuriosito decido l’indomani di andare a visitare l’azienda.

ACQUISTO

Continuano i colloqui interlocutori e, l’anno dopo esattamente il
22 settembre 1992, in piena vendemmia, acquisisco tutta l’azienda .
Praticamente dal 1992 al 2004 produco solo uva, anche perchè la cantina esistente non presenta le caratteristiche normative necessarie e quindi abbandono l’idea di produrre vino.
Nel 2005 la svolta ….

VINI D' AUTORE

Meraviglioso come aperitivo, esaltato se accompagnato da piatti di pesce, carni bianche e formaggi morbidi o mediamente invecchiati, il blanc de blancs Luna Smeralda della Cantina Montespada, viene presentato da Paolo Lauciani a Villa San Carlo Borromeo.

Protagonista dell’odierna degustazione di Paolo Lauciani è Sole di Sardegna, raffinato vermentino dell’Agricola Montespada. Su Villa San Carlo Borromeo splende il Sole di Sardegna dell’Agricola Montespada.

MONTESPADA IL TERRITORIO

UBICAZIONE

L’Azienda Agricola Montespada è situata nella regione Nord Est della Sardegna, nel cuore della Gallura a circa 20 Km da S.Teresa sulla direttrice litoranea che porta a Castelsardo nel comune di Trinita D’Agultu. Essa si affaccia sul mare prospiciente alle coste della Corsica, coste che dalla sommità della collina si possono facilmente ammirare,
l’azienda e’ a 2 chilometri dal mare .

L’Azienda Agricola Montespada costeggia per oltre un chilometro le rive del fiume Vignola e si trova pertanto nella stessa valle a ridosso della ” Sierra du Cinqu denti “, nella regione Giunchizza, così denominata per la sua caratteristica di avere spesso vene d’acqua affioranti, risultato del sottosulo impermeabile formato da lastre granitiche. E’ frequente  vedere quà e la ciuffi di giunchi, in perfetto contrasto al territrio della Gallura,
estremamente arido.
E’ la Regione dove si era rifugiato il Muto di Gallura” durante la sua latitanza.

MONTESPADA SUPPORT

Per ulteriori curiosita’  o domande  sulla  Storia della Nostra Azienda non esitate a contattarci !

TERRITORIO

L’Azienda Agricola Montespada poggia le sue radici su un terreno che e’ il risultato del disfacimento granitico, substrato base della Gallura, un misto di sabbia e granito, terreno dove la vite riesce a dare i sui frutti piu superbi.

Circa 200 ettari di terra e roccia, all’interno di una vasta valle selvaggia e incontaminata  tra Eucalipti, Olivastri e macchia mediterranea tipica con il Cisto e il Mirto che la fanno da padrone, dove non e’ raro incontrare lunghe siepi di Corbezzolo, da cui spesso “spuntano” all’imbrunire intere famigliole di cinghiali, che tranquillamente vanno a spasso per la campagna.

Il fiume Vignola che costeggia la vigna per quasi un chilomentro ci viene in aiuto nelle estati piu calde  per l’irrigazione a goccia nei mesi estivi, fiume dove si possono ammirare le tranquille tartarughe d’acqua che si sollazzano al sole.

IL VITIGNO

Montespada  con i suoi 40 ettari circa di vigneto a Vermentino di Gallura dal 1996 ha ottenuto la prestigiosa Denominazione di Origine Controllata e Garantita, precedentemente era DOC, le altre superfici invece sono coltvitate a Carignano nelle zone piu aride ed infertili, dove il Carignano, forte della sua rusticità riesce a dare comunque generosi frutti.

Il sesto di impianto dei vitigni più vecchi e’ un metro e quaranta per due metri e cinquanta, tutti i nuovi impianti hanno invece un nuovo sesto di un metro per due metri e cinquanta; inoltre stiamo sperimentando
i nuovi sesti d’impianto di 2,20 x 0,80 mt.
Il Guiot singolo o doppio con il cordone a rinnovo e’ il metodo piu usato nella coltivazione .
Le aree a rotazione vengono rinnovate per mantenere la migliore efficienza qualitativa e produttiva del vigneto. Il rispetto del rigoroso disciplinare di produzione del Gallura, viene naturalmente regolato dal clima.

MONTESPADA
 CENNI STORICI

Il Muto

IL “ MUTO DI GALLURA“ di ENRICO COSTA

Riferimenti storici della Giunchizza

L’Abbraccio: …dalla catena granitica dominata dalle punte dei monti Tumeu-Soza,Crocetta e Fraile, andando giu’ giu’, fino alla spiaggia del mare,è un esteso territorio sparso di centinaia di stazzi, tutti appartenenti al paese di Aggius. Gli stazzi di Mamia erano nella cussorgia di S.Maria di Vignola, poco distante dalla spiaggia del mare. Quelli del Vasa erano invece nella cussorgia della Trinita’ d’Agultu, parrocchia figliale istituita da Monsignor Stanislao Paradiso nel 1813, per riguardo ai molti pastori stazianti intorno ad essa, distante circa tre ore dal paese.

L’Abbraccio

L’abbraccio ebbe luogo in Vignola, nello stazzo Giunchizza del Mamia. Lo stazzo Giunchiccia si componeva di piu’ stanze, oltre quella da letto, ben fornita di mobili. Vi erano: la stanza del focolare (dove la famiglia soleva raccogliersi per le faccende domestiche) e la stanza che serviva da magazzino per la provvista dei frutti e del grano, il quale si conserva nella luscia, specie di stoja di canne, ridotta a forma cilindrica. Eravi poi l’indispensabile stanza della manipolazione dei formaggi, con la macina, gli utensili per la salamoia, i secchioni o mastelle, delle pinte, le pelli, la lana, e le forme fresche di caccio, deposte sul graticcio del focolare per essere condensate.

Gli stazzi piu’ modesti non hanno che una sola stanza, dove sono raccolti tutti gli utensili qui sopra menzionati, nonche’ la macina per il grano. Venuta la sera, i membri della famiglia, compresi i servi, si sdraiano sopra stuoie, pelli, sugheretti o sacchi, e dormono avvolti nel loro gabbano, o altro panno. Intorno al tronco di quercia che arde sul focolare, il quale è scavato in mezzo alla stanza, ed è di forma